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Il progetto “Il sorriso dei miei bimbi” è un punto di riferimento per la comunità della favela di Rocinha che, con i suoi circa 200.000 abitanti, è la più grande di tutto il Sud America ed è tra le 1068 comunidades che compongono Rio de Janeiro.

L'educazione cambia la vita

In Brasile FDL ha scelto di sostenere le attività culturali promosse nel progetto “Garagem das Letras”, coprendo il rimborso spese di ciascun docente dei corsi di lingua, il costo del materiale didattico e la merenda per tutti i partecipanti. Perché anche se la fame non è più il più grave problema della favela, ancora troppi bambini trovano in quella merenda l’unico pasto quotidiano su cui poter contare.

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Storia di una trasformazione

Nel 2001 Barbara Olivi ha lasciato Milano ed è volata in Brasile “alla ricerca di tempo”. Ha iniziato un nuovo percorso di vita che l’ha vista fin dal principio impegnata come guida turistica. Proprio dalle mance che ha iniziato a guadagnare è partita la sua avventura nella favela di Rocinha dove ha fondato l’Associazione “Il sorriso dei miei bimbi”. Dal 2002 l’Associazione porta avanti progetti di tipo socio-educativo, sostenuta dalla certezza che l’educazione sia il solo strumento per far cambiare le persone e la società tutta. Per cambiare la vita.

L’obiettivo principale dell’Associazione è quello di creare e mantenere operanti i progetti di educazione, cultura e formazione all’interno della comunità di Rocinha, perché ciascuno possa sentirsi elemento attivo di trasformazione della società, oltre che cittadino consapevole di esercitare i propri diritti e riconoscere i propri doveri.

Per questo l’Associazione “Il sorriso dei miei bimbi” (www.ilsorrisodeimieibimbi.com) organizza attività finalizzate a migliorare la vita dei frequentatori, a promuovere circuiti per lo scambio di esperienze, ad incentivare la frequentazione volontaria della comunità agli eventi e alle iniziative portate avanti.

La favela di Rocinha è un luogo in cui regna sovrana la mancanza: di prospettive, di possibilità, di servizi e, prima ancora, di affetto e di riconoscimento.

Il contesto sociosanitario in cui riversa la favela è molto precario: carenze strutturali; insufficienza della rete fognaria, con conseguenze sull’igiene e sulla salute degli abitanti; scolarizzazione scarsa; violenza domestica e sociale diffusa a causa delle rivalità fra fazioni di narcotrafficanti e fra queste e la polizia.

Una realtà non adatta ai bambini, ai quali viene negato troppo spesso il diritto al gioco e ai quali viene imposto di trovare il modo di sopravvivere a una vita che non regala possibilità. Un contesto drammatico che ha spinto Farfalle di luce verso un nuovo motivo di intervento, azione, supporto, a cominciare da quello offerto a Barbara Olivi, madrina del progetto carioca.

I progetti de “Il sorriso dei miei bimbi”

Escolinha Saci Sabe Tudo è il primo progetto che è stato aperto e ha riguardato la creazione di una scuola materna che accoglie fino a 90 bambini, dai 2 ai 6 anni. Oltre a offrire le basi dell’alfabetizzazione, i bambini vengono intrattenuti con attività extra curricolari di capoeira, danza, musica, informatica, botanica.

Casa Jovem è una casa pulita, accogliente e confortevole dove bambini e giovani hanno la possibilità di sostenere corsi di alfabetizzazione, rinforzo scolastico, attività di arteterapia e, soprattutto, di beneficiare del sostegno psicologico offerto da figure professionali dedicate.

Garagem das Letras è il primo caffé letterario all’interno di una favela. È uno spazio della e per la comunità, dove organizzare eventi culturali attività ludiche, cineforum per bambini e ricche merende con pane e Nutella! Un punto di incontro e di rispetto, dove percepire la possibilità di avere un’alternativa, di intraprendere un cammino che porti all’esercizio del libero arbitrio e non a scelte obbligate per mancanza di opzioni. Questo anche grazie al passaggio dal Garagem di letterati, attori, artisti, poeti che ha contribuito ad offrire agli abitanti un luogo in cui avvicinarsi alla cultura in tutte le sue manifestazioni.

Il Garagem è stato inaugurato nel 2015, prima ospitava auto, oggi è un ambiente pieno di libri e giochi, arredato in maniera accogliente, colorato e arricchito da decorazioni in ceramica portoghese. Da allora, anche quando le sparatorie e gli scontri a fuoco tra polizia e narcotrafficanti erano all’ordine del giorno, è sempre rimasto aperto. Per dare un segnale positivo alla comunità, perché capisca che l’Associazione è lì per loro. Non è un caso che sia stato rifugio anche per chi, colto di sorpresa in strada, in quelle mura ha trovato riparo dalla violenza.

Fra le varie attività, nel Garagem vengono organizzati corsi gratuiti di lingua inglese (due a livello base e uno intermedio, suddivisi anche per fascia di età) e italiana, tenuti da professionisti madrelingua esterni alla favela.

La possibilità di apprendere una lingua straniera non solo apre nuove prospettive al cammino già segnato dall’esclusione sociale e dai pericoli del narcotraffico, ma assume anche un importante valore simbolico in termini di autostima.

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